Londra 1851 - Le coniazioni ufficiali di Expo Milano 2015

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Londra 1851

La Storia > Le Esposizioni Storiche

L'idea di una grande esposizione che potesse mostrare al mondo la ricchezza e la grandezza dell' industria britannica venne al principe consorte, Alberto, marito della regina Vittoria, nel 1849.
Era una occasione per gli inglesi, di appropriarsi dell'idea stessa di fiera, da sempre appannaggio dei francesi dal tempo delle fiere della Champagne.
Il principe Alberto, anche presidente della Società delle arti, si avvalse della collaborazione dell’eclettico imprenditore industriale Henry Cole. Il poco tempo a disposizione e le scarse idee su come realizzare l'edificio per l'esposizione, rischiavano di non fare realizzare il progetto.
La soluzione la trovò il rinomato giardiniere Joseph Paxton, che propose di realizzare la struttura in ferro e vetro, come le serre in cui lui lavorava. Il progetto all’epoca fu attaccato da molti, ma l'innovazione del Crystal Palace è oggi ampiamente riconosciuta come il punto di partenza dell'architettura contemporanea.
Tra le sale più visitate dell'esposizione vi fu quella dedicata all'India, dove la gente osservava con curiosità e stupore gli oggetti di quelle lontane terre.
A farla da padrone erano le macchine: mosse dal vapore, alcune erano in grado di far funzionare insieme una pressa da stampa e numerosi telai; le lancette del grande orologio presente nell'atrio erano mosse dall'elettricità.
Erano in mostra treni, macchine per estrazione mineraria, per l’industria pesante, per la tessitura, per le lavorazioni minute e macchine che imitavano il lavoro artigianale. All'ingresso dell' esposizione, ad accogliere i visitatori, c'era il più grande pezzo di carbone estratto dal suolo britannico. Grazie a Henry Cole, il responsabile della sistemazione interna del Crystal Palace, l’evento realizzò un grande incasso, parte del quale fu destinato al nuovo museo dedicato al alla regina Vittoria ed al Principe.
All'interno dell'esposizione furono venduti esclusivamente prodotti ufficiali quali guide, cataloghi e medaglie.
Uno degli scopi dell’esposizione, criticato da più parti fu era quello di promuovere produzioni di oggetti artistici attraverso le macchine: proprio qui Thonet presentò l'antenata della sedia Thonet a sei pezzi, acquistabile in scatola, che ebbe successo a tal punto da essere in produzione ancora oggi.

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