Parigi 1855 - Le coniazioni ufficiali di Expo Milano 2015

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Parigi 1855

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In seguito all’esposizione britannica, Napoleone III, con decreto imperiale dell’8 marzo 1853, decise di organizzare una manifestazione a Parigi, simile a quella di Londra: “Una esposizione universale di prodotti agricoli e industriali si aprirà a Parigi nel palazzo dell’industria, nell’area Marigny, il 1 maggio 1855 e si chiuderà il 30 settembre dello stesso anno”. Un secondo decreto di qualche mese più tardi aggiungerà una esposizione di belle arti a quella dell’industria in un edificio distinto.
I progetti di un palazzo permanente dell’industria des Champs-Élysées dovevano rivaleggiare con il Crystal Palace, un’architettura di vetro e ferro che avrebbe ospitato i visitatori su una superficie di  27 000 metri quadrati, ma il conservatorismo degli edili parigini costrinse gli architetti a rivedere la loro copia.
La magnifica struttura iniziale fu dunque predisposta in maniera molto convenzionale con alti muri in pietra.
La costruzione di questo palazzo costò la vita a 6 operai e 594 rimasero feriti durante i lavori. La facciata imponente e pesante non rendeva omaggio all’audacia dei primi progetti. “Il palazzo dell’industria è una enorme costruzione priva di stile, che ingombra sui Champs-Élysées, ma che non li orna”, scriverà M. Doncour trent’anni dopo, d’accordo con
Mirabeau che paragonerà l’edificio ad un « bue che calpesta un letto di rose ».
Napoleone III si interessò personalmente alla riuscita dell’evento, occupandosi di promuovere uno dei prodotti francesi più rinomati, il vino. Egli si adoperò affinché fosse ideato un sistema che ordinasse e selezionasse i migliori vini di Bordeaux,  per poterli poi proporre ai visitatori di tutto il mondo. I rappresentanti del settore vitivinicolo furono classificati in base alla reputazione del castello da cui provenivano e dal prezzo di vendita. Tutto ciò portò alla classificazione ufficiale dei vini di Bordeaux del 1855. Un occhio di riguardo si ebbe anche per ciò che riguarda l’arte: per la prima volta si ebbe un padiglione tutto dedicato alle Belle Arti, con la partecipazione di 28 paesi per 5.000 opere esposte. Grande successo ebbero gli artisti italiani che, non avendo ancora il paese raggiunto l’unità, erano divisi in padiglioni chiamati Toscane (Granducato di Toscana), Rome (Stato Pontificio), Sardaigne (Regno di Sardegna) e Autriche, per le regioni sotto l’impero austro-ungarico. L’unico edificio dell’esposizione a sopravvivere oggi è il Teatro du Rond-Point agli Champs-Élysées.
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