Parigi 1900 - Le coniazioni ufficiali di Expo Milano 2015

Vai ai contenuti

Menu principale:

Parigi 1900

La Storia > Le Esposizioni Storiche

L'Esposizione Universale del 1900, il cui titolo fu “il bilancio di un secolo”, si tenne a Parigi dal 14 aprile al 10 novembre ed è stata la quinta esposizione universale a Parigi dopo quella del 1855, del 1867, del 1878 e del 1889. Fu 10 volte più grande di quella del 1855, superando la quota di 50 milioni di visitatori. Il prezzo del biglietto d'entrata era di 1 franco e furono 48,3 milioni i visitatori paganti: fu la più grande esposizione mondiale mai organizzata dalla Francia.
Molti monumenti parigini furono costruiti per l'occasione, inclusi la Gare de Lyon, la Gare d'Orsay (ora Museo d'Orsay), il Ponte Alessandro III, il Grand Palais, La Ruche e il Petit Palais. L 'esposizione parigina vide anche il trionfo del cinematografo dei fratelli Lumière. Una sezione fu dedicata alla mostra di materiale ferroviario, mentre il Dr. Leon Azoulay, della Società Antropologica di Parigi, fece registrazioni audio di parlato e musica da tutto il mondo, mediante circa 411 cilindri di cera. Alcuni di questi documenti linguistici e etnografici sono tuttora disponibili. Nello stesso anno Parigi ospitò anche i Giochi della II Olimpiade: il barone Pierre de Coubertin, fondatore del Comitato Olimpico Internazionale, dovette cedere il controllo dei Giochi al Governo. Della manifestazione parigina sono presenti molte testimonianze nel Fondo Tito Pasqui presso la Biblioteca "Saffi" di Forlì: ad esempio un interessante carteggio, biglietti da visita degli espositori, ritagli di giornale, menu di pranzi o cene, ricevute di alberghi, libretti di commedie. Tra le molte realizzazioni intraprese per l'esposizione vanno citati i lavori per la prima linea della Metropolitana di Parigi (tuttora nota come "ligne 1"), che iniziarono nel 1897 e finirono nel 1900, in tempo per l'apertura dell'Expo. In un primo momento sembrava dovesse prendere piede la soluzione della ferrovia sopraelevata, visto che avrebbe comportato minori costi di realizzazione, tempi più rapidi di costruzione e minori rischi per le fondamenta dei palazzi, per le reti fognarie e dei servizi. Prevalsero però considerazioni di natura "estetica" poiché i viadotti nelle strade avrebbero inevitabilmente "tagliato in due" facciate di palazzi e monumenti e ridotto la quantità di luce naturale sia nelle strade che nelle case al di sotto dei viadotti stessi. La tecnica di realizzazione delle gallerie sotterranee era abbastanza semplice: si aprivano le strade principali, si scavava per realizzare la galleria, e infine si "richiudeva" il tutto. È per questo che la stragrande maggioranza delle gallerie sono davvero poco profonde e il percorso delle linee, soprattutto di quelle più vecchie, segue fedelmente quello delle strade sovrastanti.
expositions-universelles.fr

Torna ai contenuti | Torna al menu